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Sostenibilità ambientale: 5 trend che segneranno il prossimo decennio

08 Gen 2020

Il 2019 verrà probabilmente ricordato come l’anno della presa di coscienza sui cambiamenti climatici. In un periodo di tempo relativamente limitato sono tante le cose successe. Questo fa sorgere spontaneo un interrogativo: se così tanto può cambiare in un anno, immaginate cosa potrebbe avvenire nel decennio che è appena iniziato. Se avrete la pazienza di seguirci, abbiamo provato a tratteggiare alcuni scenari futuri per voi.

 

1. Greta Thunberg crescerà.

Greta Thunberg è diventata la paladina della coscienza globale negli ultimi 18 mesi in qualità di leader del movimento Fridays for Future. Ma cosa succederà quando Greta, e i suoi compagni di sciopero, cresceranno? Nel prossimo decennio Greta passerà da essere una sedicenne prodigio a una ventiseienne attivista. Come cambieranno le sue opinioni e quelle dei suoi follower? Porteranno il loro attivismo in politica? O quest’onda verde scemerà quando entreranno nel mondo del lavoro.

Forse la scienza può darci qualche indicazione. Nei prossimi 10 anni, se le emissioni continueranno ad aumentare, i ghiacciai del mondo continueranno a sciogliersi – forse irrevocabilmente – portando a un innalzamento del livello del mare di 18 cm entro il 2020. Le inondazioni che ne deriveranno, insieme a ondate di calore e violenti tempeste, renderanno il cambiamento climatico sempre più visibile anche ai cittadini più disimpegnati.

 

2. L’accordo di Parigi verrà messo a dura prova.

Un decennio di sforzi diplomatici verrà messo alla prova a partire dal prossimo anno con l’entrata in vigore dell’Accordo di Parigi. Nonostante l’ottimismo dei suoi ispiratori, nel corso degli anni no sono mancate le defezioni: gli Stati Uniti sono pronti a ritirarsi prima della fine del prossimo anno e molte altre nazioni stanno tirando la corda quando si tratta di raggiungere i loro obiettivi già poco elaborati.

I Paesi hanno trascorso una quindicina di giorni a Madrid all’inizio di questo mese, discutendo sull’opportunità di presentare l’anno prossimo piani climatici più ambiziosi in tempo per l’entrata in vigore dell’accordo di Parigi. Risultato: i colloqui sono stati un buco nell’acqua.

La Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sul clima – COP26 –  del prossimo anno a Glasgow sarà una cartina di tornasole fondamentale per verificare se lo spirito di ottimismo e di ambizione del trattato potrà essere rilanciato, e i paesi avranno un’altra possibilità di rafforzare i loro piani climatici nel 2025.

 

3. Le auto elettriche diventeranno l’opzione più economica.

Ognuno ha una data diversa per il momento in cui i veicoli elettrici raggiungeranno la “parità di prezzo” con le auto a benzina e diesel. Alcuni esperti (tra cui Bloomberg) sono concordi nel dire che già dal 2020 potremmo raggiungere questa soglia, grazie all’arrivo sul mercato di nuove soluzioni produttive. Ad esempio, oltre a Tesla, potrebbero giungere proposte di produttori asiatici, dedicate a coloro che sono alla ricerca di un’utilitaria dalle cifre abbordabili, per affrontare il traffico cittadino. Spazio anche alle colonnine di ricarica, che dovrebbero diventare sempre più capillari sul territorio.

 

4. Fioriranno  nuove tecnologie green.

Mentre diversi paesi spingono l’acceleratore sulla generazione di energia rinnovabile (50%, 60% e 70%) la domanda di tecnologie verdi per la stabilizzazione della rete, come batterie e i sistemi di accumulo energetico, è destinata a salire. L’Agenzia Internazionale per l’Energia ritiene che le nuove fonti di flessibilità, tra cui lo stoccaggio delle batterie, cresceranno fino a 400GW di capacità entro il 2040.

 

5. La plastica non andrà da nessuna parte.

Se gli ultimi anni degli anni ’10 sono stati dedicati a incoraggiare i consumatori a ridurre l’uso della plastica, ci aspettiamo che nel prossimo decennio l’attenzione si sposterà sulla necessità di un nuovo paradigma industriale.

Dopo il divieto cinese di importazione di rifiuti di plastica, il nuovo governo conservatore del Regno Unito ha promesso di vietare l’esportazione di plastica usata nei Paesi in via di sviluppo. L’Australia ha promesso un’azione simile, mentre un numero crescente di paesi in via di sviluppo seguirà l’esempio della Cina.

Queste mosse spingeranno i produttori di plastica a riprogettare gli imballaggi di plastica e a massimizzare il recupero dei materiali. Ciò potrebbe significare sistemi di riciclaggio più completi e coerenti e nuove strutture all’avanguardia per riciclare tutto, da bicchieri di plastica alle batterie.